Missione a Pandaria - Parte 2
di Sarah Pine

"Aspettate un attimo. Mi state davvero dicendo che non posso parlare con Re Magni perché è stato trasformato in una roccia?"

Di fronte al Concilio dei Tre Martelli, nella sala del trono della tentacolare città sotterranea di Forgiardente, Li Li Triplo Malto si alzò in tutta la sua statura, per quanto poca fosse, e stringendo forte il suo bastone sporse il mento nella migliore delle sue espressioni indignate.

"Fandonie," disse.

"No che non sono fandonie!" le rispose il Nano al centro del palco. "Puoi scendere nella Vecchia Forgiardente e vederlo coi tuoi occhi! Mio fratello stava eseguendo un rituale per unirsi alla terra, poco prima del Cataclisma..." Muradin Barbabronzea strinse le dita a pugno. "Bel risultato."

"Piuttosto avventato da parte tua dare dei bugiardi ai membri del Concilio dei Tre Martelli," aggiunse Moira Thaurissan con un tono volutamente carezzevole. "Se questo è il comportamento della tua gente, be', non posso dire che mi dispiaccia non avervi mai incontrati prima."

"Il sentimento è reciproco, signora," borbottò Li Li quasi tra sé e sé. Alzando la voce, si rivolse ai tre membri del Concilio. "Quindi mi state dicendo che non potete aiutarmi."

Muradin scosse la testa. "Temo di no. Qualsiasi cosa Magni ti abbia promesso, non può confermarlo ora, e il Concilio non è concorde sul da farsi."

"Va bene. Allora direi che posso andarmene." Li Li si voltò e fece per uscire.

"Che maniere, cara giovane, che maniere," sottolineò Moira. Li Li si fermò un istante, poi con un movimento fluido si voltò e portò una mano in aria e l'altra sulla pancia, inchinandosi fin quasi a terra.

"Spettabile Concilio dei Tre Martelli, le vostre decisioni meritano i miei più sentiti ringraziamenti! Avete dato prova di essere più duri ancora della roccia in cui si è trasformato Re Magni, concedendomi il grande onore di trovarmi nel bel mezzo di queste due inamovibili ottusità."

Il grido d'indignazione di Moira fu in parte attutito dallo scoppio di risa di Falstad Granmartello. E quando Muradin riuscì a impedire l’ennesimo litigio tra i due, Li Li aveva già lasciato la stanza.

***

La Taverna Fuocoduro era un esempio migliore della rinomata ospitalità dei Nani rispetto alla stanza del trono. Tutti i tavoli erano occupati da clienti che ridevano, brindavano e chiacchieravano allegramente. Nonostante ciò, Li Li preferì sedersi da sola a un tavolo sul retro. E anche se il suo aspetto li incuriosiva, gli altri avventori decisero di lasciarla affogare nella sua pinta di birra.

"Immagino non sia stato molto intelligente da parte mia rimandare a casa la gru prima di aver parlato con il Concilio..." mormorò. "Anche se non potevo certo aspettarmi che il re di Forgiardente fosse stato tramutato in una roccia."

Bevve a gran sorsi la sua birra, approvandola soddisfatta, poi si appoggiò sui gomiti, distrattamente tracciando disegnini sul solido tavolo di legno. Persa nei suoi pensieri, non sentì il rumore di passi che si avvicinavano dietro di lei, finché un ombra non la coprì.

Li Li non alzò lo sguardo. "Vattene, ti spiace? Sono impegnata."

Le rispose una risatina familiare. "Troppo impegnata per bere una birra con tuo zio? Peccato."

Li Li balzò in piedi e si voltò di scatto. Di fronte a lei se ne stava Chen, zaino in spalla e bastone in mano.

"Zio Chen!" Gli buttò le braccia al collo. "Ehm, scusa se ti ho risposto male."

Chen rise, stringendola con affetto. Poi si sedette di fronte a lei. "Non fa niente. Sono sicuro che sai perché sono qui."

Li Li sospirò e si sedette. "Papà ti ha mandato a riportarmi a casa."

"Sì, ma io non lo farò. Ho letto la tua lettera, e abbiamo anche notato che la perla trovata da Wanyo è scomparsa."

Li Li provò, ma senza successo, a controllare il rossore che le colorava il viso. Chen alzò un sopracciglio.

"Quindi?"

Sapendo di essere stata scoperta, Li Li fece un profondo respiro e spiegò ciò che aveva visto nella perla prima di partire per il suo viaggio verso Forgiardente.

Chen bevve la sua birra pensieroso. "Ero abbastanza sicuro che avessi deciso di trovare Pandaria, visto che una volta ne abbiamo parlato. Davvero questa perla ti ha mostrato una visione?"

Li Li annuì entusiasta. "È per questo che l'ho presa. Non mi avrebbe mostrato quella visione senza un motivo!"

***

Chen la guardò di traverso. "Io non mi fiderei completamente di una perla magica che un Murloc ha dato a Wayno, ma mi fido di te e del tuo giudizio, Li Li."

"Non dubitarne, zio Chen!"

"D'accordo. E adesso cosa facciamo?"

Li Li si agitò sulla sedia. "Be', le cose non sono andate esattamente nel modo in cui avevo sperato e, ehm, non ho un vero e proprio piano di riserva."

Chen sorrise. "Non hai detto che la perla mostra delle visioni?"

Il palmo della mano di Li Li schioccò quando se lo picchiò sulla fronte. "Ma certo. Come ho fatto a non pensarci prima?" Svuotò l'ultimo sorso del suo boccale e si alzò. "Andiamo, la perla è nella stanza che ho affittato."

***

Li Li si sedette sul bordo del letto e prese la perla tra le mani, lasciando che la sua fioca brillantezza la cullasse nel suo incantamento. Di fronte al pallido chiarore della perla chiuse gli occhi e quando li riaprì si ritrovò sul bordo di un molo, di fronte al mare aperto. Una grande isola si stagliava nel centro di quel porto naturale, e al centro dell'isola si innalzava la statua di granito che rappresentava un Goblin con un solo braccio. Li Li si voltò per guardarsi intorno: sgangherati pontili in legno univano le case disposte lungo tutta la costa della baia a forma di U. Tra una casa e l'altra Li Li scorse fronde di palme e di altre piante tipiche della giungla.

"Che cosa hai visto?"

La voce di Chen riportò Li Li nel mondo reale, nel suo appartamento a Forgiardente. Mise via la perla nello zaino da viaggio vicino al letto, nascondendola con cura in mezzo alla pila di vestiti.

"Baia del Bottino," rispose.

"Cosa?" Chen le si sedette accanto. "Ne sei sicura? Non sarebbe più facile partire da Roccavento?"

"Sì, ma quello che ho visto era chiaramente Baia del Bottino." Grugnì e si buttò sulla schiena, coprendosi gli occhi con un braccio. "Accidenti, Baia del Bottino è lontanissima!"

Chen rimase pensieroso a fissare il muro che aveva di fronte. Poi, d'un tratto, batté le mani e balzò in piedi.

"Coraggio, Li Li. A quanto pare, abbiamo una bella camminata da fare. La vita è un'avventura, ricordi?"

Li Li alzò il braccio quel tanto che bastava per sbirciare Chen. I suoi occhi la fissavano con furbizia e lei per un attimo ebbe la tentazione di coglierlo di sorpresa con uno sgambetto. Non che davvero sperasse di farlo cadere, ma fu un pensiero che le diede una certa soddisfazione.

"Va bene, va bene." Si mise seduta. "Andiamo."

***

Presero il Tram deli Abissi verso sud, in direzione di Roccavento, in senso contrario rispetto al viaggio che Li Li aveva fatto con Bo durante il primo viaggio per Azeroth. Li Li scoprì che questa volta non era altrettanto entusiasta, perché sentiva la mancanza di Bo nel rivedere i posti in cui erano stati insieme. Sul tram, loro due avevano sconfitto un Goblin che si era poi rivelato un complice della Naga e dell'Orco responsabili della morte di Bo. Col senno di poi, Li Li pensò che avrebbero fatto meglio a intuire il pericolo e a tenersene lontani. Forse le cose sarebbero andate diversamente.

Li Li si sforzò di non pensarci. Non aveva alcun senso continuare a ripensare a fatti che comunque non sarebbero cambiati.

Roccavento, d'altro canto, era decisamente cambiata, molto di più di quanto non si aspettasse. Oltre alle nuove costruzioni nel Distretto dei Nani dove arrivò il tram, vide i tetti anneriti, gli edifici bruciati e i merli di pietra delle torri più alte sbriciolati. Ovunque nella città vi erano segni di gravi danni causati dal fuoco. Chen si rivolse a un mercante che se ne stava lì ozioso per sapere che cosa fosse successo.

Il mercante li guardò alzando le sopracciglia.

"Alamorte," disse.

Chen gli fece cenno di proseguire. "Alamorte, il grande Drago?"

"Sì." Il mercante si strinse nelle spalle. "Non avevo mai sentito parlare di lui, immagino se ne stesse nascosto. Almeno, è questo che ho sentito dire a un passante, uno di quelli istruiti. Comunque, è tornato, ha bruciato il Parco e distrutto metà della città." Un brivido lo attraversò, al ricordo. "Il giorno più spaventoso della mia vita. Vedere quell'enorme bestia nel cielo che ci faceva piovere addosso fiamme... Ho pensato che fosse giunta le fine del mondo."

"Grazie," disse Chen. Comprò qualcosa, per ringraziare il mercante del suo tempo.

"Li Li, so che hai letto nei miei diari dei Draghi," le disse Chen mentre si allontanavano. "Ricordi quelle terribili onde che hanno scosso Shen-Zin Su, tempo fa? Dev'essere stato allora, quando Alamorte è tornato." Guardò verso il cielo e Li Li si chiese se si aspettasse che il leggendario Aspetto passasse proprio in quel momento sopra le loro teste.

Li Li annuì. Qualcosa sapeva dei Draghi, ma sicuramente Chen li conosceva meglio e le notizie su Alamorte sembravano averlo preoccupato molto.

Rimasero alcuni giorni a Roccavento per acquistare tutte le scorte necessarie. Sarebbe stato un lungo viaggio verso sud, e non avrebbero incontrato altre grandi città fino a Baia del Bottino stessa. Una volta che ebbero raccolto tutto ciò che serviva, si misero in strada, lasciandosi alle spalle il trambusto della città.

Anche se i danni a Roccavento erano stati pesanti, la Foresta di Elwynn sembrava esserne stata risparmiata. Nulla era cambiato e Li Li non notò niente di inusuale sulla strada che stavano percorrendo. La Valle di Rovotorto, invece, era completamente diversa. Mentre passavano attraverso il sentiero stretto ma ben segnato in mezzo alla giungla, i segni del ritorno di Alamorte si fecero palesi, dalle macchie di bosco danneggiate ai nuovi accampamenti dell'Alleanza e dell'Orda. In alcuni punti, la strada era davvero infida. Quando finalmente arrivarono, Baia del Bottino fu una vista confortante. Governata dal Cartello degli Spargifumo, la piccola città se ne stava appollaiata sulla punta del Capo di Rovotorto, caratterizzata da un impareggiabile disprezzo per barboni e squattrinati. Tutti gli assassini più brutali e gli avventurieri più attenti venivano a Baia del Bottino per cercar fortuna, o semplicemente per scappare alle strette maglie della legge che vigevano nelle altre città. Li Li e Chen misero piede su quelle traballanti strade di legno con piacere e sollievo.

"Mi piace tanto la vita all’addiaccio, ma sono contento che stanotte avrò un letto su cui riposarmi." disse Chen felice. Li Li sapeva che Baia del Bottino era uno dei suoi posti preferiti ad Azeroth.

"Le strade in questa parte del mondo avrebbero bisogno di un po' di manutenzione," sbuffò Li Li. "Non morivano certo se mettevano un cartello, no? Tipo: attenzione, questa strada finisce in un immenso turbine di morte'!"

Chen si riprese in fretta.

"Alamorte ha davvero devastato la terra."

"Eppure, Baia del Bottino sembra integra."

"Penso che ci voglia più di un immenso turbine di morte per cacciare i Goblin da questo posto." Chen le fece l'occhiolino, sorridendo. "Vieni, Li Li. C'è un boccale di terribile grog dei Goblin che mi sta aspettando."

***

La Locanda del Lupo di Mare non avrebbe mai attirato l'attenzione di un architetto, se non forse di un architetto appassionato di riparazioni. La catapecchia fatiscente aveva un'aria incompleta, come se fosse stata costruita a casaccio, aggiungendo piani e camere da letto una sopra l'altra quando c'erano più richieste che disponibilità. A Baia del Bottino, la messa in sicurezza e la stabilità degli edifici non era la preoccupazione primaria dei proprietari. E i clienti lo sapevano.

Così, anche se quella locanda era tutto fuorché la destinazione ideale di un semplice turista, era il rifugio perfetto per gli esuli, i piccoli criminali, i marinai a zonzo o altri membri fuoriusciti dalla buona società. Vi erano diversi luoghi dove ci si poteva nascondere e, non visti, osservare.

Proprio questo era il passatempo preferito di Catelyn. Dal suo punto d'osservazione, al secondo piano ammezzato, poteva facilmente osservare gli avventori che entravano e uscivano dalla locanda, particolarmente attenta a eventuali occasioni che potessero presentarsi.

Strane persone arrivavano continuamente a Baia del Bottino. Eppure, Catelyn rimase sinceramente sorpresa quando vide due Pandaren attraversare la porta d'ingresso e buttare delle monete sul bancone di Miramare. Aveva già sentito parlare di quella razza, ma non ne aveva mai visto uno da vicino, e qualcosa nel loro modo di fare la incuriosì. Erano dei viaggiatori, a giudicare dai bastoni e dai grossi zaini. Li vide portarsi due pinte di birra a un tavolo vuoto nell'angolo del salone. Quindi, Catelyn scese le scale, ansiosa di saperne di più su quei due affascinanti estranei.

***

Chen ruotava delicatamente la tazza di metallo fra le mani, guardando la birra turbinare.

"È tanto cattiva quanto ricordavo," commentò.

"I Pandaren producono una birra forte come la polvere da sparo," disse Li Li, "ma sono quasi sicura che i Goblin producano una birra con la polvere da sparo."

Chen si toccò il mento, pensieroso.

"Li Li, ricordi di aver sentito altro a proposito della perla?"

Li Li si fermò con il boccale a mezz'aria.

"Ho detto a te e a papà tutto quello che la Naga ha detto a me. E Wanyo l'ha confermato."

"Quindi è vero che stavi origliando."

Li Li lo fulminò con lo sguardo. "Questo è stato un brutto trucchetto!"

Chen scoppiò a ridere. "Hai fatto tutto da sola, Li Li." Agitò verso di lei un dito come di rimprovero, ma gli occhi sorridevano.

"Be' sì, ho ascoltato," sbuffò. "Quindi?"

"La perla mi incuriosisce. Non ne sappiano niente, a parte il fatto che qualche Naga la desiderava disperatamente e che fa avere delle visioni. Eppure, eccoci qui a seguire le sue indicazioni."

***

Li Li capiva quello che Chen intendeva, ma il suo istinto le diceva che poteva fidarsi della perla.

"Non so," ammise. "Immagino che la perla possa essere considerata pericolosa, ma non è malvagia in sé. Non ha nulla di spaventoso."

"Quando c'è di mezzo la magia è difficile fidarsi dei propri istinti. Eppure, i Naga non sono una razza gentile e premurosa. Se una Naga la voleva, è perché deve possedere una qualche capacità distruttiva." Davanti all'espressione apparsa sul viso di Li Li, aggiunse, "Sto solo cercando di preoccuparmi per te, come mi ha chiesto Po."

Li Li appoggiò il suo boccale sul tavolo un po' più rumorosamente del normale e si voltò verso il muro. Chen accennò all'argomento con delicatezza.

"Li Li, ti sei arrabbiata?"

"Non ho nessuna intenzione di cadere dalla baia e annegare, tranquillo."

Chen decise che sarebbe stato meglio non litigare con sua nipote.

"So che sei forte e so che non sei più una bambina. È solo che tuo padre è preoccupato per te, tutto qui."

"Lui è preoccupato anche quando usciamo in barca a pescare. Per via di quello che è successo a mamma, credo. Ma se fosse per lui, dovrei stare seduta a casa tutto il tempo, a occuparmi di giardinaggio e cucinare e non fare mai niente di interessante." Li Li si sporse in avanti, verso Chen. "La perla ha mostrato una visione a ME. È la mia missione, e quando l'avrò portata a termine, papà dovrà ammettere che aveva torto a volermi trattenere a tutti i costi!"

"I padri sanno essere particolarmente frustranti da quel punto di vista, vero?"

Chen e Li Li guardarono entrambi nella direzione da cui proveniva la nuova voce. La proprietaria della voce alzò le mani in segno di resa.

"Scusate l'interruzione. È una taverna affollata e non ho potuto fare a meno di sentirvi." Prese una sedia vuota e si sedette accanto a Li Li. Era un'Umana pallida, che lasciò cadere la sacca sul pavimento vicino al tavolo, accavallò le gambe con grazia e appoggiò il braccio con fare rilassato sulla spalliera della sedia.

"Il mio nome è Catelyn," si presentò. "Da queste parti mi chiamano tutti Catelyn la Lama." Si mise un ricciolo dei capelli rossicci dietro l'orecchio. "Sì, è vero, è un nome un po' eccessivo, ma fa un certo effetto, no?"

"Ti fa partire in vantaggio," disse Li Li. Catelyn rise.

"Sei piuttosto intelligente!" disse sorridendo. "Ho sentito quello di cui stavate parlando. A essere onesta, ho pensato ad alta voce, perché la tua storia mi sembrava molto familiare."

"Familiare?"

"Anch'io ho dovuto attraversare un'esperienza simile," disse Catelyn, guardando verso il soffitto. Batté con una mano sulla gamba incrociata. "Mio padre è un vecchio noioso erudito e voleva che anch'io diventassi come lui. Era una vita che non potevo sopportare e lui invece non poteva sopportare che io preferissi fare altro. Così me ne sono andata. È stato anni fa: la miglior decisione che abbia mai preso in vita mia."

"Mi dispiace che tu non sia riuscita a trovare un accordo con tuo padre," disse Chen con cortesia.

Catelyn scrollò le spalle. "È solo colpa sua. Se avesse avuto voglia di ascoltarmi, non sarei dovuta scappare via di nascosto." Lanciò un'occhiata di traverso a Li Li e si abbassò per grattarsi il polpaccio sotto al tavolo. Li Li stava fissando il proprio boccale di birra, con le sopracciglia corrugate.

"Ehi," le disse Catelyn, con voce più dolce. "Mi dispiace se ho detto qualcosa di sbagliato. Volevo solo incoraggiarti un pochino. Devi trovare la tua strada, vivere la tua vita! Se tuo padre non riesce a capirlo, è un problema suo."

"A lui piace renderlo un problema mio," mormorò Li Li. Chen socchiuse gli occhi.

"Si ricrederà, Li Li," le disse.

"Forse sì, o forse no," rispose Catelyn. "Il mio non l'ha mai fatto. Ma io non mi pento certo della mia decisione." Si alzò e prese la sua sacca. "E penso che non te ne pentirai nemmeno tu. Divertiti a Baia del Bottino." Li salutò con un gesto noncurante e se ne andò in mezzo alla folla di avventori.

"Che cosa si dice dei consigli non richiesti?" commentò Chen guardandola andarsene.

Li Li si agitò sulla sedia, poi prese il boccale e lo svuotò tutto d'un fiato, facendo una smorfia di disgusto. "Però aveva ragione. Ha dovuto affrontare il mio stesso problema."

Chen le lanciò un'occhiata. "Forse. Andiamo di sopra."

Li Li afferrò il suo bastone e si gettò lo zaino su una spalla, seguendo Chen al piano di sopra. La loro stanza era al secondo piano, con una finestra piccola e sbilenca, che riusciva a rendere mediocre anche la spettacolare vista della baia.

Li Li si lasciò cadere in uno dei vecchi letti traballanti, sentendo il rumore del legno scricchiolare sotto il suo peso. Un lungo sonnellino le avrebbe fatto bene.

Prese lo zaino e cercò dei vestiti per cambiarsi. Quando lo guardò, vide che sopra era stranamente piatto, come se dentro vi mancasse qualcosa. Il cuore le cominciò a battere veloce nel petto. Aprì lo zaino e tirò fuori il mantello che usava per custodire la perla. Lo dispiegò: era vuoto. Sperando l'impossibile, estrasse tutto il contenuto dello zaino, vestito dopo vestito, non volendo credere a quanto era successo.

"Zio Chen!" urlò, disperata. "La perla! La perla è scomparsa! Quella donna, quella viscida... Come si chiamava? Cathy la Tagliagole?"

"Stai parlando Catelyn la Lama?"

"Sì, lei! L'ha rubata lei!"

Corsero giù nel salone del bar. Li Li sentiva la bocca dello stomaco stretta dal dolore. Lei e Chen cercarono tra la folla con ansia crescente. Li Li sapeva che la probabilità che Catelyn fosse rimasta nella locanda era pressoché nulla, ma non riusciva ad arrendersi all'evidenza e continuava a girare in tondo lungo il perimetro della stanza. Al terzo passaggio, il locandiere, un Goblin verde paffuto di nome Miramare, la guardò sospettoso mentre contava le monete sotto il bancone.

"Cosa vai cercando, ragazza?"

Chen si intromise prima che Li Li potesse rispondere.

"Ehi," disse. "Ci ha visto mentre parlavamo con una donna, poco fa? Bruna, di trent'anni circa, che dice di chiamarsi Catelyn la Lama. Dobbiamo trovarla."

Miramare si tirò uno dei lobi delle sue orecchie enormi e Chen gettò due monete sul bancone. Il locandiere fece un largo sorriso e se le intascò.

"Catelyn è un membro degli Incursori di Acquanera, lavora per il Cartello degli Spargifumo. Comanda una nave da incursione, la Sposa di Neptulon." Vedendo l'espressione sul viso di Li Li, Miramare aggiunse, "Non andate in cerca di guai. Quella è la miglior spadaccina di Baia del Bottino. Chiunque abbia un po' di cervello sta dalla sua parte. E ho detto chiunque."

"Grazie per il consiglio." Chen gettò un'altra moneta verso Miramare.

"Nessun problema, amico." Miramare si mise la moneta vicino alla tempia e fece l'occhiolino. "I soldi parlano, se li sapete ascoltare."

"Andiamo," sussurrò Chen a Li Li, uscendo a grandi passi dalla taverna.

***

Andarono direttamente al porto. Non fu difficile trovare la Sposa di Neptulon e Li Li e Chen distinsero subito la figura familiare, che gestiva il carico della merce sul ponte della robusta carboniera di legno. I due Pandaren salirono a bordo per affrontarla.

"Bene bene bene, che cosa abbiamo qui?" Con un sorriso compiaciuto Catelyn si portò le mani sui fianchi, con un contegno ben diverso dalla amichevolezza disarmata con cui si era presentata poco prima.

"Penso che tu sappia perché siamo qui," disse Chen.

"Pezzo di una ladra!" ringhiò Li Li. "Hai rubato la nostra perla!"

"Ora, non c'è nessun bisogno di offendere," rispose Catelyn, agitando un dito. "Hai ragione, l'ho presa io. Dovresti stare più attenta, quando discuti di manufatti magici in pubblico, specialmente in questa parte del mondo.

"So che non è stato molto gentile da parte mia, ma ho dei conti da pagare, e il Cartello degli Spargifumo non è famoso per la sua disponibilità in fatto di credito, mi capisci? Però, io sono un tipo sportivo, e voi due mi siete piaciuti dal primo momento che vi ho visti, quindi sentite cosa vi dico. Vedete questa nave?" Catelyn fece un ampio gesto. "La vostra perla è da qualche parte a bordo. Se riuscite a trovarla, è vostra." Il suo sorriso si allargò. "Ma vi avviso, i membri del mio equipaggio sono un po' violenti e non trattano gli sconosciuti con gentilezza."

All'improvviso, fu come se Li Li e Chen fossero circondati da sorrisi pericolosi, uomini e donne che, un attimo prima, stavano semplicemente lavorando. Tirarono fuori le loro armi come fossero stati artigli. Chen fece una smorfia e Li Li sollevò il suo bastone.

"Voi due siete o molto coraggiosi o molto stupidi," commentò Catelyn.

"Non hai mai combattuto contro un Pandaren prima d'ora, vero?" disse Li Li.

Catelyn estrasse la sua arma, un pugnale lungo come il suo braccio.

"Dubito che siate molto diversi da chiunque altro," le rispose.

Li Li si lanciò contro Catelyn, mentre Chen si preparò ad allontanare l'equipaggio in arrivo. Catelyn parò il bastone di Li Li con il suo pugnale, poi tentò di infilarlo nella pancia della Pandaren. Li Li deviò il colpo con un calcio e colpì il polso di Catelyn con tanta forza che lei perse la presa sul pugnale. Li Li vide l'espressione di stupore di Catelyn: il capitano pirata adesso sapeva con chi aveva a che fare.

Catelyn si precipitò sul ponte con una capriola per raggiungere la sua lama caduta. Li Li la seguì, lanciando un pizzico di povere incantata contro un altro pirata, che era saltato da una nave vicina. La polvere si trasformò in uno sciame di piccoli uccelli che gli beccavano gli occhi, facendolo cadere sul sartiame e ferendogli la spalla.

Il bastone di Chen roteava ad altissima velocità, cogliendo i marinai impreparati e scagliandoli lontano. Un Orco particolarmente corpulento fu colpito da un calcio sullo sterno e perse l'equilibrio, finendo col cadere sulle cime del molo sottostante. Chen non poté fare a meno di ridere. Era stato in guai peggiori, nella sua vita.

***

Da qualche parte in lontananza un campanello cominciò a suonare. Li Li sperò che stessero chiamando i rinforzi.

"Bucanieri!" urlò uno degli uomini dell'equipaggio. "Bucanieri Velerosse! Ci stanno attaccando!"

"Vi stavamo già attaccando noi!" urlò Li Li, sbattendo il suo bastone sul petto di un altro pirata.

Nonostante questa informazione, l'intero equipaggio si dimenticò di lei e Chen e corse ai propri posti sulla nave. Li Li si guardò intorno, allungando il collo per vedere che cosa stesse succedendo. Sciamando fuori da ogni nascondiglio immaginabile attorno al molo, pirati armati fino ai denti con indosso camicie di un rosso acceso lanciarono un'imboscata ai Buttafuori Goblin di Baia del Bottino, balzando sulle navi.

"Mollate gli ormeggi!" La voce di Catelyn risuonò sopra quella di tutti gli altri. "Andiamocene il più in fretta possibile! Voi altri, difendete la nave! Il carico dev'essere protetto!"

Un Bucaniere Velerosse scavalcò il parapetto della Sposa di Neptulon proprio di fronte a Li Li e cominciò ad agitare il suo coltellaccio. Lei gli diede un tale calcio sullo stomaco da farlo finire a gambe all'aria, di nuovo sul molo. Tutto intorno a lei, gli Incursori al comando di Catelyn stavano o tagliando le cime o facendo del loro meglio per respingere i pirati rivali. I Buttafuori sul molo cercavano di ostacolare i Bucanieri, ma anche loro erano stati presi di sorpresa. Chen apparve di fianco a Li Li.

"Li Li, dovremmo andarcene finché siamo in tempo."

"Non me ne vado senza la perla!" sbottò lei. "È da qualche parte qui sulla nave, dobbiamo trovarla!"

La carboniera barcollò sotto di loro. L'equipaggio di Catelyn aveva mollato gli ormeggi e stava facendo tutto il possibile per spingere la grossa nave da carico fuori dalla baia. Diversi remi uscirono da delle feritoie su entrambi i lati dello scafo, e allora Li Li capì che a bordo c'erano molti più marinai di quanti pensasse all'inizio. A singhiozzo, la Sposa di Neptulon cominciò ad allontanarsi dal molo di Baia del Bottino.

"Via, via!" urlò Catelyn. Stava ancora combattendo contro uno dei Bucanieri Velerosse, impegnata a parare i suoi fendenti con il suo pugnale. Dopo un momento di lotta, riuscì a dargli un calcio, facendolo finire prima sul fianco della barca e poi giù nella baia sottostante. Quindi, corse al timone e prese il suo posto al comando della nave. Gli altri membri dell'equipaggio stavano dispiegando le vele, pronti a scattare in fretta fuori dal porto.

Il vento si alzò mentre uscivano dal riparo della baia e presto comparve la lunga sagoma del capo di Rovotorto. Nel momento in cui le vele si riempirono di vento, i remi sparirono dentro il ponte inferiore. Li Li non sapeva bene se sentirsi sollevata o ansiosa. Da un lato, lei e Chen erano sopravvissuti a una pericolosa schermaglia tra due fazioni rivali di pirati. Dall'altro lato, erano ora entrambi intrappolati sulla nave di Catelyn, senza altra via di scampo che il mare. Mentre Baia del Bottino velocemente affondava nell'orizzonte dietro di loro, Li Li si chiedeva quanto ci sarebbe voluto a Catelyn e alla sua ciurma, a riportare la loro attenzione su lei e Chen, dal momento che il pericolo imminente dell'imboscata era passato.

Catelyn d'improvviso gridò una frase talmente volgare che anche Li Li arrossì.

Nelle acque al largo di Baia del Bottino, fuori dalla portata dei cannoni di protezione del porto, ecco galleggiare non meno di tre navi armate, a vele dispiegate: vele rosse e nere, i colori dei Bucanieri Velerosse. Catelyn imprecò di nuovo, e altri membri dell'equipaggio si unirono a lei. Chen spostò il peso da una gamba all'altra, a disagio. La Sposa di Neptulon era caduta in una trappola.

"Preparate i cannoni!" urlò Catelyn. "Tutti alle armi! Dovremo combattere per la nostra vita!"

"Anche noi," disse Chen in tono grave.

Non appena arrivarono a portata, i Bucanieri spararono. La maggior parte dei colpi si rivelò troppo corta, ma alcuni colpirono la Sposa. Il ponte si frantumò all'impatto, scagliando in aria enormi schegge di legno. Li Li e Chen si sdraiarono, coprendosi la testa con le braccia.

"È così esasperante," ringhiò Li Li, "vedere che ci attaccano e non poterci difendere."

Chen annuì. "Le battaglie in mare sono terribili proprio per questo."

Catelyn e il suo equipaggio riuscirono a far partire a loro volta una raffica di colpi di cannone, e alcuni andarono anche a segno, ma i loro avversari stavano dirigendosi contro di loro a grande velocità. Prima che l'equipaggio avesse avuto il tempo di ricaricare, la Sposa sarebbe stata inondata di Bucanieri Velerosse.

"Alle armi!" urlò Catelyn mentre le navi nemiche si avvicinavano. "Facciamo in modo che non si dimentichino tanto facilmente di questa battaglia!"

Le navi dei Velerosse urtarono violentemente la Sposa di Neptulon e i membri del loro equipaggio cominciarono a calarsi dalle cime, brandendo qualsiasi tipo di arma tagliente. I marinai della Sposa combatterono con ardore, ma furono presto surclassati.

Catelyn combatteva contro due avversari alla volta: un Goblin rabbioso, cui mancava un pezzo di orecchio, e un'Elfa della Notte molto alta, che usava un pugnale lungo quasi quanto quello di Catelyn. La obbligarono a indietreggiare sul ponte, finché non si trovò schiena a schiena con Li Li, che subito fece uno sgambetto all'Elfa con il suo bastone. L'Elfa andò a sbattere con la faccia sul ponte e cominciò a perdere sangue dal naso.

"Scommetto che adesso ti spiace, di avermi rubato la perla," disse Li Li.

"No davvero," rispose Catelyn con freddezza, sventrando uno Gnomo che era stato talmente pazzo da balzare su di lei. "Se non foste venuti a cercarmi, non avrei due membri aggiuntivi nella mia ciurma."

Li Li avrebbe voluto rispondere, ma i Bucanieri le erano addosso e preferì concentrarsi sulla battaglia. Tirava calci, schivava e usava il suo bastone per far cadere e menomare i suoi nemici. Lanciava polvere incantata in ogni direzione, e sciami di api o di piccoli uccelli o di moscerini pungenti distraevano e molestavano i pirati, ma l'assalto dei Bucanieri sembrava non finire mai. Erano tantissimi e c'era sempre uno di loro pronto a prendere il posto di un compagno caduto.

A poco a poco, Li Li capì che stava perdendo terreno. Lei e Chen combattevano spalla a spalla, anche se sapevano che presto avrebbero dovuto arrendersi. Tutto l'equipaggio della Sposa di Neptulon si ammassò con Catelyn, Li Li e Chen al centro del ponte. Puntavano le loro armi verso l'esterno, sudati e con il fiato corto, con il sangue che gocciolava dalle ferite, circondati da tutti i lati. Li Li strinse i denti. La vera battaglia era appena cominciata.

Un passo pesante e ritmico sulle assi di legno del ponte interruppe il silenzio che precedeva la carneficina. Un cappello da capitano apparve sopra le teste dei Bucanieri Velerosse, chi lo indossava svettava in altezza su chiunque altro. Arrivò fino alla prima fila della folla e Li Li lo vide chiaramente. Era un enorme Draenei, con gli zoccoli fessi grandi come dei piatti da portata. I tentacoli facciali cadevano sulla sua camicia rossa come i tentacoli di un viscido polipo blu. Una benda gli copriva l'occhio destro e nella mano sinistra brandiva la più grossa scimitarra che Li Li avesse mai visto.

"I tuoi racconti dicevano che i Draenei erano gente pacifica, spirituale!" sibilò Li Li a Chen.

"Mi ero perso questo tipo," rispose Chen bisbigliando.

"Bene bene." Il tipico accento dei Draenei riempì di compiacimento le sue parole. "Sapevo che qualcuno degli Incursori sarebbe finito nella mia trappola, se avessi giocato bene le mie carte. Ma che fortuna, proprio la famosa Catelyn Tessirune... oh no, non guardarmi così, questo è il tuo vero nome, no? Be', che fortuna che a finire nella mia trappola sei stata proprio tu."

"Quel nome non mi è nuovo," mormorò Chen. "Dove l'ho già sentito?"

"Sei particolarmente preziosa per il Barone Granbottino, Catelyn, per la tua rinomata bravura nei duelli," continuò il capitano Draenei. "Anche se mi pare di capire che in questo momento ti trovi in difficoltà economica. Forse potrei aiutarti, a questo proposito."

"Preferirei essere uccisa dal Cartello per il mio debito piuttosto che condividere qualcosa con te," ringhiò Catelyn. "E poi, chi diavolo sei? Io conosco tutti i Velerosse, da qui a Porto Paranco."

Il capitano Draenei si tolse il cappello con un ampio gesto teatrale.

"Capitano Koslov è il mio nome. E sì, hai indovinato, sono una faccia nuova nella catena di comando. A giudicare dal mio successo di oggi, una faccia nuova molto più efficace dei miei predecessori."

Un lampo accecante di luce rossa esplose in lontananza, verso Baia del Bottino. Il capitano Koslov si volse un istante verso la sorgente della luce, ma non accadde altro. Sbuffò e tornò a voltarsi verso Catelyn.

"Voi tutti su questa nave avete una scelta," continuò Koslov. "Arrendervi o morire. Semplice, no?"

"Non avete ancora vinto," Catelyn scattò, spostando il suo peso e brandendo il pugnale.

"Vedo che avete scelto di morire," rispose Koslov con un sorrisetto. Quindi alzò il suo braccio per dare il segnale di attacco.

Tutt'intorno alla nave, suoni come di colpi d'arma da fuoco riempirono l'aria, scoppiettando e crepitando. Tutti cominciarono a cercare un riparo. La Sposa di Neptulon cominciò a dondolare mentre qualcosa come un guscio emergeva all'acqua. Li Li perse l'equilibrio e cadde goffamente sul ponte, inciampando su un Bucaniere privo di conoscenza. Sbatté contro il parapetto e vi si aggrappò, tornado in piedi mentre la nave si raddrizzava.

Un'enorme porzione di mare, che circondava la Sposa di Neptulon e le tre navi dei Bucanieri Velerosse, si era ghiacciata.

Li Li sbatté gli occhi, incredula. Poteva vedere ancora la costa del Capo di Rovotorto a est. C'era la giungla, ricca di palme e di vegetazione lussureggiante. Queste acque erano acque tropicali.

"Che sta succedendo?" urlò il Capitano Koslov.

"Vorrei saperlo anch'io," si disse Li Li tra sé e sé.

"Succede che state per arrendervi," rimbombò la voce di un uomo.

Tutti si guardarono intorno, confusi.

Muovendosi agilmente sul ghiaccio, quattro individui coperti di vesti viola si avvicinarono alla nave. Guidati a un Umano di mezza età, con i capelli rossicci e la pelle pallida, salirono senza problemi sul ponte della Sposta di Neptulon.

"E tu chi saresti?" chiese Koslov, furioso.

"Padre?" Se il tono di una voce potesse modificare la realtà, allora l'incredulità nella voce di Catelyn avrebbe fatto scomparire i nuovi arrivati dal regno dell'esistenza.

Il primo dei Magi fece il più scarno dei sorrisi.

"Ah certo, tu devi essere Ansirem Tessirune." sogghignò il Capitano Koslov. "Ma che toccante riunione di famiglia. Mi spiace solo che morirete entrambi. Avanti, uccideteli!"

"Oh, sinceramente, ne dubito," disse Ansirem.

***

I Bucanieri Velerosse caricarono.

Dire che quella fu una battaglia sarebbe un'esagerazione. La parola con cui la descrisse Li Li fu "disfatta". I quattro Magi erano invulnerabili. Con piccoli movimenti dei loro polsi scagliavano dardi di energia arcana tanto pura che il pelo sul braccio di Li Li si rizzò per l'elettricità statica.

I Bucanieri non riuscivano nemmeno a sfiorare i potenti Magi. Venivano sbattuti sul ponte e contro gli alberi, o gettati fuori dai parapetti a schiantarsi sul ghiaccio. Quelli più furbi cominciarono a correre, rifugiandosi sul ponte inferiore della loro nave per sfuggire alla tempesta. Intorno alla Sposa di Neptulon il cielo offriva spettacolari fuochi d'artificio, esplosioni colorate di luce che colpivano chiunque osasse attaccare Ansirem e i suoi compagni.

Li Li si appoggiò a una cassa sul ponte, entusiasta di potersi sedere a godersi lo spettacolo. Quella sì che era magia!

Il Capitano Koslov aveva un'ottima presenza di spirito, perché non si trattenne molto quando vide la dimostrazione del formidabile controllo dell'energia arcana che avevano i Magi. Scavalcò il parapetto e si mise a correre sul ghiaccio, oltraggiato dalla sconfitta.

Quando l'ultimo dei Bucanieri era ormai rientrato sulla sua nave, i Magi unirono le loro mani insieme e il ghiaccio che aveva intrappolato le quattro navi d'improvviso si sciolse. Li Li poteva vedere i Bucanieri Velerosse correre sui ponti, alzare le vele e partire velocemente, per mettere la maggior distanza possibile tra di loro e la Sposa. Mentre fuggivano, un curioso silenzio scese sulla Sposa di Neptulon, mentre i membri dell'equipaggio sopravvissuti scuotevano la testa e si rimettevano in sesto.

Catelyn Tessirune guardò suo padre e gli uomini che l'avevano accompagnato: c'erano un'Umana femmina, una Gnoma dall'aspetto allegro e un Alto Elfo.

"Io... be'..." iniziò Catelyn. Sospirò e ricominciò. "Grazie. Ehm. Per averci salvato."

"Non devi ringraziarmi," disse Ansirem. "So che non ti piace avermi intorno, ma questa volta ho pensato che la situazione fosse più grave e non potevo semplicemente starmene in disparte a guardare."

"Come facevi a saperlo?" chiese Catelyn. "Tu non vivi qui."

A questo, Ansirem sorrise maliziosamente. "Da quanto ricordo, l'oro è la lingua universale parlata a Baia del Bottino. Ho alcuni, diciamo così, amici cui non dispiace tenermi aggiornato sugli eventi che succedono. Ho sentito della trappola, ma avevo paura che fosse ormai già troppo tardi."

Catelyn alzò le sopracciglia fino a mezza fronte. "Sì, ho capito."

"Mi sembrava che quel nome fosse familiare," intervenne Chen, avvicinandosi a Catelyn e a i Magi. "Sapevo di aver già sentito di un Tessirune da qualche parte." Squadrò Ansirem dall'alto in basso. "Tu sei un Arcimago del Kirin Tor, giusto?"

Ansirem annuì. "Lo sono." Piegò la testa verso Chen. "Ho letto della vostra razza, ma ammetto di non aver mai incontrato un Pandaren in carne e ossa prima d'ora. Siete membri dell'equipaggio di mia figlia?"

Chen scoppiò a ridere, mostrando tutti i suoi denti. "No. Mia nipote e io siamo stati vittime di questo pirata."

Catelyn deglutì. Sul suo viso l'espressione era una strana combinazione di senso di colpa per essere stata colta in fragrante e di incontenibile rabbia. Ansirem le scoccò un'occhiata tagliente.

"Catelyn..."

"Oh, per Neptulon!" urlò, sollevando entrambe le braccia. "Non sta veramente succedendo tutto questo... Papà, io sono un pirata! A volte rubo delle cose, fa parte del mestiere! E non osare guardarmi in quel modo, come se tutto quello che fai tu da Arcimago fosse perfettamente etico."

Ansirem aprì la bocca per protestare, poi subito la richiuse. La donna che lo aveva accompagnato scoppiò a ridere.

"Be', Ansirem, non ha tutti i torti," disse.

Ansirem spalancò gli occhi. "Questa storia non avrà mai fine, vero Modera?"

"Certo che no!"

"Allora, se posso continuare," riprese Ansirem, "Voglio immaginare che, in questa particolare circostanza, il tuo furto sia stato dovuto al debito contratto con il Cartello degli Spargifumo per esserti rifiutata di combattere."

"Ehi, ma come fai a..." cominciò Catelyn, poi si fermò. "Non voglio saperlo. Sì, è così."

"Lo immaginavo." Ansirem inserì la mano in una delle ampie maniche della sua tonaca e ne estrasse un gioiello grande come un pugno, brillante e luminoso. "Questa è una gemma incantata. Potrebbe essere sufficiente a ripagare il tuo debito?"

Gli occhi di Catelyn si accesero di avidità. Allungo la mano col palmo aperto. "Assolutamente sì. Le gemme incantate sono molto richieste. Questa cosa fa?"

"Dovrebbe aiutare gli incantatori a lanciare i loro incantesimi."

Catelyn socchiuse gli occhi. "Dovrebbe?"

"Il Mago che l'ha creata era uno studente, a quei tempi, e non il migliore della sua classe, bisogna dirlo. L'ha creata per avere un aiutino agli esami. Esami che non ha passato, comunque."

Tutti e tre i compagni di Ansirem scoppiarono a ridere. Catelyn li guardò sospettosa.

"È una gemma che hai confiscato a uno dei tuoi studenti?"

"Direi di no," rispose Modera prima che Ansirem potesse parlare. "Anche se sono sicura che molti dei suoi studenti ci hanno provato, a usarne di simili."

Ansirem alzò gli occhi al cielo.

"Sei stato tu a crearla, papà?" indovinò Catelyn.

Ansirem si schiarì la gola, all'apparenza leggermente imbarazzato. "Sì. Be', come ho detto, non ha funzionato. Chi cerca di imbrogliare non fa molta strada, come sai. Ho dovuto imparare l'arte della magia alla vecchia maniera."

Esattamente nello stesso modo in cui l'aveva fatto suo padre un attimo prima, Catelyn alzò gli occhi al cielo.

"Ma è davvero una gemma incantata?"

"Oh, certo che lo è. Solo, non è incantata bene. Funziona solo una volta su due." Ansirem fece una pausa. "Ti consiglio però di non farne menzione, quando la vendi."

Ridacchiando, Modera sentenziò sotto voce, "La mela non cade mai lontano dall'albero."

Ansirem fece un lunghissimo sospiro, poi appoggiò le mani sulle spalle di sua figlia.

"Non fingerò di non aver desiderato che tu scegliessi un lavoro più... classico," disse. La sua espressione si addolcì. "Ma qualsiasi cosa tu faccia, sei mia figlia, e non me ne dimenticherò mai."

"Quanto sei sentimentale..." sbuffò Catelyn, ma con un sorriso.

Ansirem fece un passo indietro e cominciò a lanciare un incantesimo. Con un ultimo cenno di saluto a sua figlia, lui e gli altri magi scomparvero, teletrasportandosi altrove.

***

Ancorando un'altra volta a Baia del Bottino, Li Li e Chen stavano seduti di fronte a Catelyn nei suoi alloggi a bordo della Sposa di Neptulon. Catelyn tirò fuori una scatola da un armadio e la porse a Li Li.

"Penso che questa sia tua. Mi spiace per..." Catelyn si interruppe e scosse la testa. "Accidenti. Ecco che faccio quello che vuole il mio vecchio." Sospirò. "Be', non ne ho più bisogno per ripagare il mio debito, quindi posso restituirtela."

Li Li tossì e Chen incrociò le braccia.

"D'accordo, d'accordo, non avrei mai dovuto prenderla. Accidenti."

"Così va meglio," disse Li Li allegramente mentre prendeva la scatola. Sbirciò all'interno e vide la perla brillare debolmente, avvolta nel velluto. Con gesto soddisfatto, Li Li la rimise in cima al suo zaino, là dove doveva stare.

Catelyn sembrava lievemente a disagio. "Come risarcimento per aver rubato la vostra perla e come ringraziamento per aver aiutato me e i miei compagni contro i Bucanieri Velerosse, vorrei farvi un'offerta.

"So che dovete viaggiare verso sud. L'attacco qui a Baia del Bottino ha creato un po' di confusione e ci vorrà del tempo prima che delle navi private possano ricominciare a commerciare. Io devo andare a Meccania a incontrare un rappresentante del Cartello degli Spargifumo per ripagare il mio debito e, se vi fa piacere, vi offro un passaggio gratuito. Ho delle conoscenze laggiù, potrei trovare qualcuno disposto ad aiutarvi."

"Niente male davvero!" disse Li Li. "Ti devi sentire molto in colpa per aver rubato la nostra roba, eh?"

"Non esagerare adesso," disse Catelyn con decisione. "Allora?"

"Per me va bene," disse Li Li. "Non sono mai stata a Meccania. Tu cosa ne pensi, zio Chen?"

"È passato un po' di tempo dal mio ultimo viaggio su una nave pirata," disse Chen. "Penso che sia arrivato il momento di risalirci."

"I lavori di riparazioni dovrebbero terminare tra un giorno o due," disse Catelyn. Poi si alzò e allungò la mano verso Li Li, che la prese e la strinse.

"Ci vediamo," le disse Li Li.

***

Una volta iniziato, il viaggio verso Meccania si dimostrò incredibilmente tranquillo. Li Li si scoprì inspiegabilmente irrequieta a trovarsi ancora in mezzo al mare, anche se la vita a bordo della nave era molto diversa da quella sopra Shen-Zin Su. La sua mente continuava a tornare alla scena cui aveva assistito tra Ansirem Tessirune e la figlia che se n'era andata. Li Li continuava a ripensarci, i suoi pensieri si rifiutavano di calmarsi. Fu abbastanza per distrarla finché le sponde sabbiose della desolata Tanaris non comparvero all'orizzonte.

Ora che vedeva la destinazione avvicinarsi, Li Li decise di andare verso il timone della nave, dove Catelyn aveva impostato la rotta per raggiungere Meccania.

"Dovremmo essere lì prima di notte," disse Catelyn a Li Li quando la raggiunse.

Li Li annuì. "Ehi," le disse. Esitò per un istante, poi continuò. "Devo chiederti una cosa."

Catelyn la guardò incuriosita. "Cosa?"

Li Li appoggiò il suo zaino e ne estrasse la perla. "Tienila in mano per un momento. Concentrati su di lei, e poi dimmi cosa vedi."

***

Catelyn fece un'espressione scettica, ma prese la perla, stringendola con entrambe le mani come Li Li aveva fatto nella Gran Biblioteca quando si trovava su Shen-Zin Su. Gli occhi di Catelyn persero il fuoco mentre fissavano la superficie della perla, e lei rimase immobile sul ponte della sua nave che delicatamente ondeggiava su e giù. Passarono un minuto o due, poi sbatté le palpebre e tornò in sé. Guardò sopra la testa di Li Li, verso l'orizzonte, con un'espressione pensierosa sul viso.

"Che cosa ti ha mostrato?" le chiese Li Li, prendendo la perla dalle sue mani e riponendola delicatamente nello zaino.

Catelyn guardò Li Li. "E così, tu sapevi che mi avrebbe predetto il futuro?"

Li Li scrollò le spalle. "Mostra delle visioni, non so quanto siano vere."

"Ho visto me stessa al timone di una nave," disse Catelyn. "Una nave non molto diversa da questa, a parte che in qualche modo io sapevo che era mia. Legittimamente mia," aggiunse, spostando gli occhi su Li Li. "Non degli Incursori di Acquanera, non del Cartello degli Spargifumo." Rimase in silenzio per un istante. "La mia nave," disse con camma, e non aggiunse altro, persa nei suoi pensieri. Li Li raccolse il suo zaino e se lo buttò sulle spalle. Mentre scendeva dai gradini, guardò di nuovo Catelyn. La giovane donna sorrideva serena, lo sguardo rivolto verso l'azzurro del mare.

***

Quella sera, sani e salvi a Meccania, Li Li e Chen stesero le loro amache nella locanda. Li Li si meravigliò di quanto tempo le era occorso per imparare a camminare di nuovo sulla terra ferma. Si sentiva le gambe di gomma e tutto le sembrava troppo fermo.

"Li Li, sei spaventosamente silenziosa," le disse Chen guardandola. "C'è qualcosa che non va?"

Li Li non rispose subito. Si sdraiò sull'amaca e incrociò le dita dietro la testa.

"Zio Chen, quando quei Magi ci hanno salvato dai Bucanieri Velerosse, non ti è sembrato un po' strano?"

"Cosa? Strano che quattro potenti membri del Kirin Tor si teletrasportassero a Baia del Bottino, saltassero sulla nostra nave e spazzassero via i nostri nemici? Assolutamente no. Tutto normale."

"Molto divertente," disse Li Li. Poteva quasi sentirlo, il ghigno sul viso di Chen. "Intendo dire quando il padre di Catelyn le ha detto che sarà sempre sua figlia e lui non potrà mai dimenticarsene. Qualsiasi cosa accada."

"Cosa vuoi dire, Li Li?" la voce si Chen si abbassò.

"Pensi..." Inaspettatamente, Li Li sentì un morso alla gola. "Pensi che sia vero?" Prima che Li Li potesse fermarlo, un altro pensiero fece capolino nella sua mente. Mio padre pensa lo stesso di me? O pensa che per me non ci sia più nessuna speranza? Si alzò a sedere e perdette subito l'equilibrio, rischiando che l'amaca si ribaltasse e la facesse finire a terra.

Chen la afferrò e la sorresse, poi si inginocchiò, tenendole le braccia. Li Li distolse lo sguardo, asciugandosi gli angoli degli occhi. "Mi è finita della polvere..." borbottò.

"Li Li, guardami." Lei alzò la testa.

"Non ho nessun dubbio a riguardo," disse Chen.

Lacrime solcarono il viso di Li Li e Chen la strinse forte, lasciando che righe salate gli bagnassero il pelo della guancia.

"Grazie, zio Chen," sussurrò lei.

"Tuo padre ti ama come nient'altro al mondo," disse Chen. "Ci scommetterei la vita."

Li Li annuì e affondò la faccia nella spalla di suo zio, mentre la notte leggera scendeva su Meccania e sul deserto di Tanaris.