Baine Zoccolo Sanguinario:Come i nostri avi prima di noi
di Steven Nix

Un vecchio carro traballante avanzava lungo il sentiero per la Grande Palizzata, dove una piccola pattuglia lo attendeva per proteggerlo sulla strada per la lontana torre dello Zeppelin. Laggiù, l'acqua che trasportava sarebbe stata distribuita agli insediamenti degli Orchi intorno Durotar, la regione più colpita dalla recente siccità. Il giovane kodo che tirava il carro si spostava con l'andatura fiacca di chi ha percorso quel tragitto molte volte, raggiungendo la vetta della collina prima di sparire alla vista.

Un Goblin irritato osservava svanire il carro. Il suo si sarebbe dovuto trovare alla coda della carovana, ma lui era ancora bloccato al pozzo d'acqua perché il vento era cessato, rendendo inutilizzabili le sue pompe eoliche. "Datti una mossa! Dobbiamo raggiungerli, se vogliamo una scorta lungo il cammino!". Il Goblin tamburellava le dita nervosamente, mentre dirigeva tutta la sua ira versi il giovane Orco che trafficava con la manovella.

"Calmati, Izwix!", disse un guerriero Orco steso sull'erba lì vicino. "Cosa potrebbe mai farci qualche lacchè dell'Alleanza? Se osano farsi avanti, si ritrovano con un'ascia piantata nel cranio!". Strappò un rametto da un cespuglio vicino e lo usò come stuzzicadenti.

"Grotz, l'Alleanza è una minaccia!", saltò su il Goblin. "Preferirei avere una scorta e non dover fare affidamento sulla tua scarsa abilità... o sulla sua!". Nel dire questo, indicò l'assassino accovacciato tra i cespugli.

"Izwix, non preoccuparti per me!", disse Dras, emergendo all'improvviso dal suo nascondiglio. "Chiunque si avvicini, avrà in regalo un Pungiporco su per la schiena. Lascia che i cuccioli dell'Alleanza provino a farsi avanti."

Izwix sospirò. "Cosa ho fatto di male per ritrovarmi con questi due...? Eh?". I cespugli intorno al pozzo tremarono, mentre egli sollevò la testa. "Cos'è stato?"

Tutti voltarono lo sguardo in direzione del suono. Grotz si alzò e impugnò l'ascia. Fece un cauto passo in avanti, mentre un vortice si creava a un confine della siepe e si spostava a tutta velocità verso l'altro. Ogni cespuglio iniziò ad agitarsi violentemente. Izwix si allontanò prudentemente, avvicinandosi pian piano al kodo legato al carro dell'acqua. Dras sfoderò nervosamente i suoi pugnali, mentre il fruscio delle foglie aumentava.

Decine di bestie simili a cinghiali, armate di lance e varie altre armi, protette da corazze arrangiate, saltarono fuori e attaccarono il gruppo. L'ascia di Grotz riuscì a mietere una o due vittime, prima che il suo padrone venisse sopraffatto. Izwix si diede alla fuga. Dras si chinò per ripararsi, mentre si lanciava con tutta la forza contro il capo degli assalitori. Il Verrospino agitò violentemente la propria arma contro l'Orco, finché finalmente riuscì a farla entrare in contatto con il lato della sua testa.

Gli altri membri della carovana caddero uno dopo l'altro, tingendo rapidamente di rosso l'erba intorno al pozzo. Izwix era riuscito a slegare il kodo, a saltargli in groppa e a lanciarlo al galoppo, quando una lancia fendette l'aria e lo disarcionò. Il kodo continuò la propria corsa, mentre i Verrospino razziavano il carro per poi tornarsene da dove erano venuti, alla Depressione di Rovoaguzzo.

* * *

Poco tempo prima di questo attacco, Baine Zoccolo Sanguinario, Gran Capo Tribù dei Tauren, si era intrattenuto nella sua capanna a Picco del Tuono con Garrosh Malogrido e l'Arcidruido Hamuul Totem Runico. L'incontro non era stato casuale: Baine aveva scelto di non perseguire la vendetta nei confronti di Garrosh per la morte di Cairne Zoccolo Sanguinario, in favore di un comando unitario dell'Orda. Baine sapeva che, per la sopravvivenza dell'Orda, era necessaria una guida forte... e Garrosh avrebbe potuto ispirare il suo popolo. Ciononostante, la riunione non stava andando bene. Garrosh, un tempo cauto per il suo ruolo nell'assassinio del padre di Baine, era tornato lo smargiasso vanaglorioso di un tempo e si era presentato a Mulgore con un numero imprecisato di richieste.

In quello spazio ristretto, voci infervorate si sollevarono e si spensero. Hamuul, solitamente tranquillo e riservato, iniziò ad alzare la voce in risposta all'ostinato e chiassoso giovane Orco che aveva davanti. Agli occhi del Tauren, la guida dell'Orda nella figura di Garrosh lasciava molto a desiderare. Inoltre, Hamuul ancora non riusciva a credere che Cairne Zoccolo Sanguinario, il più grande dei capi Tauren, fosse morto per mano di quel cucciolo. In qualità di consigliere di Baine, Hamuul aveva aperto le trattative per il trasporto delle forniture d'acqua a Orgrimmar. Fino a quel momento, la discussione non aveva portato a nulla.

Baine osservò stoicamente con la mano sulla mazza, prima di alzarla educatamente per chiedere la parola. Dopo un istante, gli altri due fecero silenzio e lo guardarono.

"Garrosh, dici di aver bisogno d'acqua. Ma che ne è stato del Fiume Furialunga? Non basta a fornire tutta l'acqua di cui necessiti?"

Garrosh si lasciò sfuggire una risatina. "Solitamente sì, ma è inquinato. La sua acqua è ancora buona per irrigare i campi, ma non per essere bevuta. Ciò sta creando tensione nella nostra città e in tutti gli altri luoghi di questa regione in cui abitano gli Orchi."

Fissando Garrosh negli occhi, Hamuul disse semplicemente: "E cosa lo sta inquinando?".

Garrosh digrignò i denti. "I progetti dei Goblin ad Azshara hanno degli... effetti collaterali. L'inquinamento causato dai loro scavi è penetrato nel suolo e viene trasportato a sud dal fiume, dove noi ne subiamo le conseguenze."

Baine incrociò per un istante lo sguardo di Hamuul. "Perché non ordini ai Goblin di fermarsi? Di concedere alla terra il tempo per guarire e riprendere in seguito? Con un po' di pianificazione e di accortezza, i Goblin possono limitare i loro progetti senza danneggiare eccessivamente il terreno."

Garrosh batté i pugni sul tavolo. "Sciocchezze! Le loro azioni sono vitali per gli sforzi bellici e non minerò la sicurezza dell'Orda. Mulgore ha ancora acqua in abbondanza: sarà quella a dissetare Orgrimmar e gli insediamenti periferici."

Hamuul disse tranquillamente: "Sono d'accordo con Baine e sai bene che ha ragione. I Goblin devono ritirarsi o spostare i loro edifici da qualche altra parte, così il terreno potrà guarire e il fiume tornerà pulito."

"E perché mai la tua opinione dovrebbe valere più delle migliaia che ascolto ogni giorno?", disse Garrosh, mostrando uno sguardo cupo. "E non è una domanda, ma una costatazione."

La discussione si accese nuovamente. Hamuul e Garrosh continuarono a urlare, finché Baine non perse la pazienza e gridò: "Basta così! I vostri litigi non ci porteranno da nessuna parte!".

Entrambi si interruppero a metà di una frase, sorpresi dallo scoppio d'ira di Baine, e lo fissarono. Tornato a un tono di voce normale, disse: "Garrosh, avrai la tua acqua. In cambio esigo che, d'ora in avanti, un rappresentante ufficiale dei Tauren supervisioni ogni progetto futuro dei Goblin."

Garrosh fissò freddamente Baine. "Puoi scommetterci che avrò la mia acqua! Ho giurato di salvaguardare l'Orda. Non permetterò che la mia guida e le mie motivazioni vengano messe in discussione!". Detto questo, si precipitò fuori dalla tenda, gridando alle sue spalle: "A breve manderò qualcuno a stabilire il calendario delle consegne!".

Hamuul lo osservò allontanarsi e disse: "Se solo non ascoltasse esclusivamente se stesso...".

Baine sorrise tristemente, posando l'enorme mano sulla spalla di Hamuul. "Abbi pazienza, Hamuul. Il tempo vola, per quelli come Garrosh. Alla fine, metterà giudizio o si impiccherà. Per lui non ci sono altri futuri possibili. In ogni caso, la pazienza è il nostro migliore alleato."

Hamuul scrollò la testa, come per liberarla dai pensieri. "Ricorda che la nostra gente viveva qui prima della venuta degli Orchi. Anche se tuo padre era in debito con Thrall per l'aiuto dato al nostro popolo, questa è un'Orda nuova. Ho sentito bisbigliare gli altri Tauren. Alcuni si chiedono se sia il caso di farne ancora parte!", ringhiò. "L'Orda ha fatto molto per noi e le siamo debitori, ma devi ammettere che non hanno tutti i torti."

Baine prese una mappa dallo scaffale e iniziò a cercare tutti i pozzi d'acqua conosciuti a Mulgore. "Come hai detto, mio padre era in debito con Thrall, ma credeva nell'Orda che ha contribuito a creare. Anche se ora lui non c'è più, e nonostante i cambiamenti che ci ritroviamo a dover affrontare, io ci credo ancora."

* * *

In poco tempo, le carovane dell'acqua che transitavano per i vari pozzi di Mulgore per poi dirigersi a Orgrimmar erano divenute la norma. Da lì, l'acqua veniva distribuita e i cittadini di Durotar potevano nuovamente averla nelle loro case. Giungevano rapporti sporadici su dei tentativi di razzia da parte dei banditi. Ciononostante, in linea generale, la consegna d'acqua non destava preoccupazioni.

Il primo attacco all'interno di Mulgore fu uno sorpresa per Baine. Non solo era avvenuto nella sua terra, ma si era trattato di un massacro brutale. Le indagini sull'incidente non portarono alla luce indizi sull'identità e le motivazioni degli assalitori. I cadaveri non erano stati saccheggiati e il carro della carovana era stato distrutto, nonostante non contenesse nulla di valore. Dopo tutto, non poteva trasportare altro che dell'acqua. A giudicare dalle macchie di sangue sull'erba, alcuni corpi erano stati trascinati via, ma tutti gli altri membri della carovana erano stati abbattuti.

Baine era perplesso. Dapprima aveva temuto una rappresaglia da parte dei Totem Truce in esilio, ma i suoi Esploratori Passo Errante non avevano trovato prove che avallassero quest'ipotesi. Un giorno, stava esaminando questi rapporti quando un messaggero degli Orchi si avvicinò schiarendosi la voce. Baine sollevò lo sguardo e gli fece cenno di entrare. "A che devo questa visita?"

"Un messaggio da parte del Capoguerra". Il messaggero srotolò la missiva e iniziò a leggere: "Al Gran Capo Tribù Baine Zoccolo Sanguinario dei Tauren, da parte del Capoguerra dell'Orda Garrosh Malogrido. Le consegne d'acqua procedono puntualmente, e di questo sono lieto. Ciononostante, ti informo che l'ultima era contaminata da una sostanza sconosciuta. Mi aspetto che tu ponga rimedio al problema... e in fretta!".

Baine aggrottò le sopracciglia e rimase a riflettere per un istante. "Quell'acqua proveniva dal pozzo degli Zoccolo Artico. Di' a Garrosh che me ne occuperò personalmente". Il messaggero si congedò e Baine, dopo aver incaricato uno dei suoi guerrieri di sorvegliare Picco del Tuono, si preparò per il viaggio verso la parte meridionale di Mulgore.

* * *

Baine osservò con attenzione i cadaveri intorno al pozzo. Si era trattato di un vero e proprio massacro. Tre carovane erano state distrutte in modo irreparabile. Tutto ciò che non era stato devastato, era stato rubato, inclusa l'acqua che veniva trasportata. I kodo dei carri erano scomparsi e otto guardie erano cadute intorno ai sei lavoratori che avevano tentato di proteggere. Stavolta le guardie erano state più preparate: almeno una decina di cadaveri di Verrospino era sparsa alla rinfusa per la zona.

"Sono Verrospino, ma armati meglio. Vedete la corazza di questo? È un insieme di vari progetti dell'Orda. Non ho mai visto dei Verrospino così organizzati!". Baine si fece pensieroso. "L'ostinata minaccia dei Verrospino ha sempre costituito un ostacolo per il raggiungimento della pace. Mio padre non riuscì mai a stabilire un dialogo con loro. Però ora, se la loro guida è cambiata, forse possiamo pensare a una negoziazione."

Baine si voltò verso il Passo Errante. "Riferisci a Campo Narache che devono tentare di mettersi in contatto con i Verrospino della Depressione di Rovoaguzzo. Non possiamo rispondere al massacro con altra violenza e non permetterò che si scateni un conflitto nella mia terra."

"Per qualche giorno, rimarrò nei miei vecchi alloggi nel Villaggio di Zoccolo Sanguinario. Tenetemi aggiornato!". Poi Baine si rivolse al suo messaggero. "Informa Garrosh che abbiamo scoperto i colpevoli e stiamo risolvendo il problema."

Garrosh rispose qualche ora più tardi, proprio come Baine aveva previsto. Il Capoguerra insisteva affinché fossero inviate delle truppe a riprendere il controllo della regione e scacciare gli assalitori. Il messaggio terminava con queste parole: "Se tu non sarai in grado di farcela, stai pur tranquillo che ci riuscirò io!".

Baine ringhiò. "Ora basta. Speravo avrebbe compreso la necessità di evitare un altro conflitto. E va bene. Di' a Garrosh che apprezziamo la sua offerta d'aiuto, ma al momento non c'è alcun bisogno di un'operazione militare e vogliamo vedere come procedono i negoziati. Prego la Madre Terra che siano fruttuosi."

* * *

Il giorno seguente, il Passo Errante raggiunse Baine nei suoi vecchi alloggi. "Gran Capo Tribù, ho da riferire delle novità sulla situazione dei Verrospino."

Baine era speranzoso. "Sono buone notizie?"

"Abbiamo tentato di comunicare con loro in ogni modo possibile, ma tutti i nostri inviati sono stati attaccati a vista. Dopo ogni tentativo, sono tornati coperti di sangue non loro!". L'esploratore vide la delusione nello sguardo di Baine e aggiunse rapidamente: "Però le perdite sono state ridotte al minimo. Hanno combattuto solo quando era necessario, mentre si ritiravano."

Baine sospirò. "Molto bene. Sospendete temporaneamente i tentativi di negoziato. Se vogliamo risolvere la situazione senza inutili spargimenti di sangue, devo scoprire da dove ha origine la loro aggressività."

Uno dei consiglieri di Baine prese la parola. "Gran Capo Tribù. Con tutto il dovuto rispetto, sono sicuro che un piccolo esercito sarebbe in grado di infiltrarsi senza farsi scoprire e assassinare il loro capo. In questo modo, getteremmo un po' di scompiglio e per noi sarebbe più facile eliminarli."

"Assolutamente no. Sono sicuro che ci sia un modo per arrivare alla pace. Non cederemo alla tentazione di un'azione militare. Garrosh si comporta così, non io."

Tornò a rivolgere la propria attenzione al Passo Errante, che attendeva pazientemente. "Va' e riferisci il mio messaggio. Nessun altro dovrà addentrarsi nel territorio dei Verrospino senza il mio permesso. Troverò la soluzione a questa nuova minaccia!". L'esploratore si congedò e Baine iniziò i preparativi per fare ritorno alla casa di suo padre.

Prima di uscire dalla tenda, Baine si rivolse un'ultima volta ai suoi consiglieri. "Il mondo si è diviso, l'Alleanza minaccia i nostri confini e l'Orda sta tentando di distruggersi dall'interno. Vorrei trovare una soluzione che non implichi una carneficina."

Lo stesso consigliere che aveva parlato precedentemente rispose: "Sono d'accordo, ma i Verrospino sono dei bruti belligeranti e braccano il nostro popolo da anni. La pace non durerebbe a lungo!".

Baine annuì leggermente. "Forse. La pace potrebbe essere fugace ma... abbiamo davvero bisogno di un nuovo conflitto? In casa nostra, per di più?". Detto questo, si diresse verso Picco del Tuono.

* * *

Una notte, poco dopo l'ultimo attacco, alcuni Tauren di Campo Narache si radunarono intorno al fuoco. Gli assalti dei Verrospino si erano fatti più intensi e sempre più acqua veniva sottratta alle loro terre per essere destinata ad altri.

Il più anziano fu il primo a parlare: "Non è così che dovrebbero essere usate le nostre terre. Finora, Baine non ha fatto altro che cedere a ogni più piccola richiesta di quel buffone di Garrosh. Quanto ancora dovremo restare seduti qui a guardare, mentre regala agli Orchi tutto ciò che abbiamo?".

Un altro Tauren, più giovane del primo, aggiunse: "Non possiamo essere gli unici a pensarla in questo modo. Qualcuno ha parlato con le altre tribù?".

Il primo oratore sospirò. "Sì, io. Sai quanto possano essere testardi i Furia Ferrea e gli Zoccolo di Pietra. Non vedono quanto le azioni di Baine stiano rovinando Mulgore, da quando è morto suo padre!".

"Baine non sarà suo padre, ma sono certo che faccia solo ciò che è meglio per noi. Non ho alcun dubbio che persegua esclusivamente il nostro interesse."

"Può essere, ma ciò non significa che la vita qui sia meno pericolosa. Noi Passo Vagante non siamo una tribù abituata a rimanere ferma. Perché non ci spostiamo? Ricordate? Anni fa seguivamo le mandrie! Ora abbiamo una nostra terra, ma a costo della libertà!". Sospirò e fece un cenno ai suoi compagni. "Ricordate quando vedevamo un cielo diverso ogni mese? Perché dobbiamo rimanere incatenati a una sola terra, quando siamo sempre stati liberi?"

"E dove dovremmo andare?"

Il vecchio Tauren scrollò le spalle e attizzò il fuoco. "Non ho mai detto che fosse un piano perfetto..."

* * *

Baine aveva ordinato ai suoi Passo Errante di sorvegliare i movimenti dei Verrospino e i loro recenti, violentissimi attacchi. Erano sempre stati belligeranti e, ultimamente, la loro ostilità era aumentata. Nonostante la fitta rete di esploratori, gli assalti continuavano a verificarsi e non si intravedevano soluzioni all'orizzonte. Baine non parlava con Hamuul da diverso tempo e sperava che il vecchio Arcidruido potesse dargli qualche risposta.

Baine aveva trovato Hamuul alla base di Picco del Tuono, mentre esaminava la fauna locale. Non volendo disturbare il suo consigliere, disse a bassa voce: "Hamuul, avrei bisogno del tuo aiuto!".

Hamuul si rialzò sorridendo. "Ma certo, giovane Baine. Ti aiuterò come posso, lo sai."

"Come già saprai, recentemente ho parlato con gli esploratori riguardo all'ultimo attacco dei Verrospino. Erano sconcertati e non hanno saputo fornirmi risposte. So che ultimamente sei entrato in contatto con la Madre Terra più spesso. Hai scoperto qualcosa che possa fare luce sul mistero?"

Hamuul strappò un ciuffo d'erba, l'annusò e lasciò che il vento lo trasportasse lontano. Lo osservò posarsi, poi scosse la testa. "Non ancora, purtroppo. La comunione con la terra richiede tempo, soprattutto in un periodo tumultuoso come questo. Continuerò a meditare. Nel frattempo, potresti consultare un paio di sciamani..."

* * *

Baine scosse la testa adombrato e guardò Hamuul allontanarsi mormorando. In assenza di suo padre, troppe cose erano accadute. Non sapeva come risolvere il problema, ma era determinato a trovare il modo. Negli ultimi anni, i conflitti erano stati fin troppi: una soluzione pacifica sarebbe stata una boccata d'aria fresca.

Tornando agli ascensori, Baine incontrò un gruppo di Tauren. Avevano con sé bagagli e provviste. "Passo Vagante! Vi preparate per un viaggio?"

Abbassarono il capo all'unisono, dopodiché il capo disse: "Ci dispiace davvero, Gran Capo Tribù, ma non possiamo più restare a Mulgore!".

Baine chiuse gli occhi per un istante. Quando li riaprì, quel poco di buonumore che gli era rimasto era svanito. "Vorrei convincerti a restare, Kor. Mentirei se dicessi che non sono tempi difficili, ma ora più che mai dobbiamo rimanere uniti."

L'anziano Tauren annuì. "È vero, ma qui possiamo fare poco. Ricordi i vecchi tempi? Ci sono ancora terre che non sono state raggiunte dalla guerra. Se riprendiamo a vagare, la vita tornerà a essere libera e pacifica."

"Ma i vecchi tempi non torneranno più. I nomadi appartenevano a un mondo più vasto, che è stato ridotto dalla guerra e dall'espansione. Rimanendo fermi, abbiamo una patria. Solo restando uniti come popolo possiamo proteggerla come merita."

Kor era a disagio. "Purtroppo, Mulgore, come molte altre terre, è diventata una mera estensione del volere di Garrosh. Vogliamo solo spostarci in una regione lontana dalla sua arroganza. Ti siamo grati per aver assunto il ruolo che fu del tuo compianto padre, ma troppe cose sono cambiate."

Baine serrò la mascella e rispose freddamente: "Garrosh è il capo dell'Orda. Arrogante o no, gli abbiamo giurato fedeltà. L'Orda è più importante dei suoi capi: è un concetto unificante e durevole, che Thrall e mio padre hanno contribuito a creare. Se ne avremo la possibilità, supereremo i problemi e l'Orda sarà salva sia dai nemici esterni... sia dai conflitti interni. Questo ve lo prometto!".

"Sarà sicuramente così, Gran Capo Tribù!". Baine annuì in maniera risoluta e si diresse verso l'ascensore per tornare a Picco del Tuono. Kor Passo Vagante disse al suo gruppo: "Torniamo a Campo Narache e prepariamoci per il viaggio. Prima di andarcene, abbiamo bisogno di tempo per prepararci!".

* * *

Alcuni giorni dopo, Hamuul tornò da Baine accompagnato da un Orco imponente e massiccio. L'Orco fece un profondo inchino e disse: "Gran Capo Tribù! Sono Swart di Tranciacolle. È per me un onore riuscire finalmente a incontrarti!".

Baine annuì in risposta e disse: "Anche per me. Hamuul mi ha parlato di te... e i suoi amici sono sempre i benvenuti a Picco del Tuono. A cosa devo la visita?".

Hamuul disse: "Portiamo buone notizie. Volevi una fine pacifica al conflitto con i Verrospino. Non è stato facile, ma credo che abbiamo trovato la soluzione!".

Baine sorrise. "È davvero una notizia meravigliosa. Mio padre era sempre troppo preso da altre faccende per prestare loro la giusta attenzione, anche se riteneva che fossero esseri ragionevoli. Continua, ti prego."

Hamuul proseguì: "Abbiamo meditato profondamente per molto tempo e crediamo di aver finalmente scoperto l'origine del disturbo. Swart?".

Swart si schiarì la voce. "Fra i Verrospino ci sono degli individui specializzati, i Cercatori d'Acqua. A causa dei recenti tumulti della terra, sembra che non riescano più a svolgere il loro compito. Hanno un bisogno disperato d'acqua fresca, per questo sono diventati ancor più aggressivi, ma di notte si ritirano al sicuro fra i loro rovi. Secondo noi la soluzione è semplice: troviamogli in qualche modo una sorgente d'acqua locale.". Detto questo, lanciò un'occhiata a Hamuul.

Hamuul sorrise. "Ed è qui che entro in gioco io..."

* * *

Baine e Hamuul attendevano nell'anticamera di Garrosh. Le loro code si agitavano nervosamente. Garrosh faceva aspettare chiunque, capo o non capo. Quando finalmente arrivò, Baine andò insolitamente dritto al punto. "Capoguerra, abbiamo delle informazioni vitali per il futuro delle consegne d'acqua. Abbiamo ritenuto fosse necessario discuterne con te!"

"Nelle ultime settimane, gli attacchi si sono fatti sempre più sfacciati, ma riteniamo di aver scoperto la causa del problema e delle consegne inquinate che hai ricevuto. I Verrospino hanno minacciato e tormentato il nostro popolo per anni, ma non desideravano altro che dello spazio per espandersi, cosa che hanno fatto sottoterra. Però, a causa dei recenti tumulti della terra, anche loro hanno bisogno d'acqua."

Un giovane messaggero tauren entrò di corsa nella stanza, interrompendo Baine. "Gran Capo Tribù! Perdonatemi, ma sono stato inviato a informarvi che è stato scoperto un nuovo attacco. Sono stati tutti uccise, acqua ed equipaggiamento sono stati rubati!"

Baine annuì. "Grazie per avermi informato. Torna a Picco del Tuono e di' a Ruk Batti Guerra che presto sarò da lui per gestire la situazione."

Non appena il messaggero si fu allontanato, Garrosh iniziò a camminare su e giù per la stanza. "Questo è il terzo incidente, soltanto nell'ultima settimana. Sappiamo chi sono i responsabili, eppure non è stata intrapresa alcuna azione punitiva. Ormai i Verrospino si prendono gioco di te, attaccando i tuoi confini. La mia fiducia nel tuo giudizio inizia a vacillare."

Baine sollevò la mano. "Garrosh, devi capire che questo problema riguarda le terre dei Tauren e saremo noi a gestirlo. Me ne occuperò io. Stiamo già chiedendo aiuto alla Madre Terra."

La risposta urlata di Garrosh lo fece indietreggiare: "La Madre Terra! La Madre Terra! Non sento altro che la solita litania! Ma cos'è davvero Madre Terra?".

"È colei che ha creato il nostro popolo, la voce che ci guida, la saggezza della terra..."

"E voi la usate come scusa!", lo interruppe Garrosh. "Vi limitate a parlare, senza mai entrare in azione! I Verrospino vogliono dimostrare la loro forza. Ciò che otterranno è una dimostrazione di forza dell'Orda."

Baine trasse un respiro profondo e continuò calmo: "Garrosh, ti chiedo gentilmente di rispettare le nostre usanze e metodi. Il problema sarà risolto presto, senza spargimenti di sangue. La faccenda non è semplice come sembra. Questi attacchi sono gesti disperati. Trovando una soluzione al loro problema, risolveremo anche il nostro."

Baine concluse, mentre Garrosh lo fissava: "Comprendo il desiderio di respingerli, ma i Verrospino sono più astuti di quanto tu non creda. Un attacco diretto avrebbe delle conseguenze e il mio popolo soffrirebbe."

"È diventato un problema dell'Orda nel momento in cui hanno attaccato la nostra fonte d'acqua. Ne soffriamo tutti e i vostri ritardi quotidiani ci costano. Non resterò a guardare, mentre mettete in ridicolo la forza e la volontà dell'Orda. Dobbiamo rispondere a questa aggressione... e presto!". Detto questo, Garrosh uscì con risolutezza dalla stanza e scomparve alla vista.

Hamuul osservò Garrosh allontanarsi e ringhiò: "Non ci ha nemmeno ascoltati. È sempre lo stesso. Cosa crede di poter fare?".

Baine sollevò Frangipanico. L'impugnatura d'argento della mazza, con le sue rune intersecate da strisce d'oro, risplendeva luminosa. Annuì in maniera risoluta e si diresse verso lo Zeppelin che lo attendeva. "Temo che Garrosh stia ampiamente sottovalutando il nemico. Quando torneremo a Picco del Tuono, fa' preparare i Campioni del Sole. Che lo voglia o no, avrà bisogno del nostro aiuto."

* * *

Quella notte, mentre Picco del Tuono riposava, Baine camminava nervosamente nella sua capanna. Aver insistito per una soluzione pacifica aveva causato altri attacchi alle carovane, incluso un assalto in piena regola alla sua terra, che avrebbe potuto mettere in pericolo la vita del Capoguerra. Quando Hamuul entrò nella stanza, si ridestò dai suoi pensieri e disse tristemente: "Hamuul, dubito che questa sia la via giusta. Forse i Passo Vagante hanno ragione, dopotutto. Quando mio padre era Gran Capo Tribù, l'Orda era diversa!". Fece una pausa, poi aggiunse: "In passato, mi sono chiesto diverse volte se sarei stato in grado di guidare il nostro popolo. Ora mi chiedo se debba farlo!".

Hamuul rispose con un leggero tremore nella voce. "Non è questo il momento di dubitare di se stessi, giovane Baine. Stai facendo un ottimo lavoro, proprio come tuo padre. Sono certo che approverebbe la saggezza che hai dimostrato e la passione con cui hai tentato di risolvere il problema!". Agitando la mano, concluse: "Lasciamo andare coloro che non riescono a capirlo... e auguriamogli di trovare la loro strada."

Baine accennò un sorriso. "Ricordo che, non molto tempo fa, eri del loro stesso avviso."

Hamuul si irrigidì visibilmente. "Ho parlato troppo presto e in preda alla frustrazione. Sono felice di ammettere che sbagliavo. Supereremo anche questa situazione e ti renderai conto di essere un capo, anche se ora non lo credi."

* * *

Nello stesso istante, Garrosh preparava i Kor'kron per l'invasione della Depressione di Rovoaguzzo. Davanti a sé aveva quindici unità sull'attenti, con gli occhi fissi, ma colmi di feroce eccitazione per la battaglia imminente.

"I Tauren credono di poter risolvere tutto con le parole, ma entreranno in azione quando la loro terra sarà minacciata da un'invasione?", gridò Garrosh. "Dobbiamo dimostrare cosa riescono a ottenere dei veri guerrieri! Il nostro bersaglio sono le tane di Verrospino nella parte meridionale di Mulgore. L'operazione avrà inizio poco dopo l'alba. State pronti."

I guerrieri salutarono e corsero a prepararsi. Garrosh tornò al suo trono, con Urloatroce a riposo sul suo grembo. Li avrebbe condotti tutti alla vittoria e l'ascia di suo padre avrebbe cantato nuovamente nella gloria della battaglia. Le labbra di Garrosh si schiusero in un ampio ghigno.

* * *

I Kor'kron erano soldati scelti letali e avevano il fattore sorpresa dalla loro parte. Gli Zeppelin scuri scivolarono silenziosamente in cielo alle prime luci dell'alba, fermandosi vicino alla terra occupata dai Verrospino. Con Garrosh in testa, i guerrieri scivolarono giù per le corde e atterrarono quasi sulle teste della pattuglia nemica. Le lame scintillarono in una raffica di attacchi, al termine dei quali a terra rimasero dieci Verrospino. Di questi, uno fece in tempo a emettere un grido soffocato, che attirò l'attenzione delle guardie vicino all'entrata della tana. Anch'esse si ritrovarono immediatamente in un turbinio di asce e spade, che si abbatterono sulle loro teste. Mentre gli Zeppelin si allontanavano a distanza di sicurezza, i Kor'kron scesero nelle gallerie, eliminando efficacemente e rapidamente qualsiasi tipo di resistenza incontrata.

La battaglia fu breve ma intensa. I Verrospino difesero il loro territorio con una ferocia che sorprese persino Garrosh. Abituati a combattere nelle strette gallerie, attaccarono con una violenza cieca, facendo ricorso persino alle zanne, se necessario. Non avevano paura di morire in difesa delle loro case. Garrosh sorrideva fra sé e sé, mentre i Verrospino che affrontava cadevano uno dopo l'altro. Oggi avrebbe insegnato loro ad avere paura.

Pochi minuti più tardi, il gruppo raggiunse la stanza principale. Garrosh era in testa, trionfante, con Urloatroce davanti a lui, pronta a colpire. Annuì orgogliosamente. Il pavimento era ricoperto di cadaveri e l'unico suono udibile era l'affanno dei suoi guerrieri. Rovistarono in cerca di indicazioni su quale galleria seguire fra le migliaia che vi erano. Dopo qualche minuto, sentirono una baruffa alle loro spalle. Si voltarono lentamente, aspettandosi di dover eliminare gli ultimi superstiti.

Altro che ultimi superstiti! Le gallerie dietro di loro pullulavano di bestie. I nuovi arrivati si fermarono un istante per guardare le decine di compagni a terra. Garrosh urlò: "Oggi la pagherete! Oggi assaggerete l'ira dell'Orda!".

Al segnale di Garrosh, i Kor'kron lanciarono una gragnuola d'asce nel gruppo. Si alzarono decine di grida, risuonando per tutta la caverna. Ciononostante, i Verrospino rimasero immobili senza attaccare. Un'altra salva d'asce raggiunse il proprio bersaglio, ma ancora nessuna bestia si fece avanti. "Allora?!?", gridò Garrosh. "Vi arrendete così facilmente? Non avremo pietà! Vi stermineremo seduta stante!"

All'unisono, il gruppo davanti a lui sollevò le braccia urlando. La caverna dietro i Kor'kron esplose. Ovunque si voltassero, gli Orchi videro sciami composti da centinaia di bestie apparire come un fiume impetuoso da gallerie nel pavimento e buchi sul tetto.

"Sul fianco sinistro e avanti!", gridò Garrosh. "Non devono ostruire il passaggio per la superficie!". I guerrieri si scagliarono contro i Verrospino che proteggevano l'uscita. Urloatroce era una macchia confusa, che attraversava l'aria per intercettare gli assalitori. Cadevano rumorosamente, subito sostituiti da altre bestie.

"Avanti!", ordinò Garrosh, e i suoi guerrieri intensificarono l'attacco contro i Verrospino urlanti e ringhianti, che li respingevano senza esitazione. Ogniqualvolta gli sciamani dei Verrospino lanciavano un incantesimo in mezzo ai Kor'kron, i visi stravolti venivano illuminati da lampi colorati e ruggiti tonanti esplodevano e risuonavano per tutta la caverna. Con enorme apprensione, Garrosh si rese conto che, a ogni lampo, il numero dei suoi guerrieri diminuiva. Morendo, lasciavano cadere a terra le loro torce, che si spegnevano rapidamente. Con rinnovato vigore, Garrosh ruggì e combatté ancor più ferocemente. Era un Malogrido... e i Malogrido non potevano essere uccisi da patetiche bestie! Avrebbe portato in salvo i suoi uomini.

Fece vorticare Urloatroce sempre più velocemente e l'aria si riempì del suono lugubre del movimento dell'ascia. L'ululato risuonò per le gallerie ed ebbe come risposta le urla di altre bestie. Mentre Garrosh avanzava, i Verrospino volavano in ogni direzione o erano affettati dalla sua ascia. Ciononostante, non sembravano finire mai. La situazione non accennava a migliorare e una ritirata era impossibile. Garrosh venne spinto sempre più verso l'interno della caverna, laddove non arrivava più la luce dalla superficie. Era da solo, al buio e circondato da una massa infinita di Verrospino che urlava orribilmente. Iniziarono a tirarlo per l'armatura, graffiando e mordendo la carne, trascinandolo ancora più a fondo.

Non restava altro da fare che ritirarsi nella direzione in cui stavano premendo, ancora più in fondo. Sentiva il loro alito caldo e le urla eccitate. Si girò, brancolando nel buio alla ricerca di una via per tornare in superficie, ma trovò solo una breve galleria laterale che terminava all'improvviso. Alla fine, con le spalle alla parete della galleria, Urloatroce si incastrò in una crepa laterale. Per quanto tirasse, Garrosh non riusciva a liberarla.

Con un secco ruggito, Garrosh si lanciò nella marea di spade. Strappò una lancia a un nemico e la conficcò nel cranio di un altro. La torcia tenuta in mano dalla bestia uccisa, ultima fonte di luce, cadde e si spense. Tutto si fece buio. I nemici continuavano ad arrivare. Nonostante fosse da solo, e perso nelle tenebre, Garrosh non si sarebbe fermato finché non li avesse uccisi tutti. Le braccia iniziarono a dolergli e il respiro si fece pesante, ma continuò ad avanzare, usando ogni arma con cui riuscisse a entrare in contatto. Per ogni bestia caduta, un'altra ne prendeva il posto.

Lentamente, iniziarono a sopraffarlo e sempre più colpi nemici andarono a segno. Riusciva a vedere una flebile luce che permeava le tenebre, ma la sua preoccupazione immediata era la battaglia. Man mano che la luce aumentava, molti assalitori si fermarono e Garrosh udì un debole trambusto provenire dalla galleria principale. Improvvisamente, un bagliore accecante si sprigionò sotto forma di vari raggi, mentre la sorgente di quella luce si avvicinava sempre di più. I Verrospino intorno a lui urlarono di rabbia e scapparono nella direzione da cui erano provenuti. Per quanto accecato, Garrosh riusciva a intravedere le bestie volare in ogni direzione, come se fossero bambole di carta.

La luce divenne ancora più intensa e si avvicinava alla curva dove Garrosh stava resistendo strenuamente. Da dietro l'angolo vide Baine, affiancato da Hamuul Totem Runico e da un manipolo di Campioni del Sole. Baine urlò nella galleria: "Insistete, fratelli! Non dovete temere l'oscurità!". Frangipanico brillava nella sua mano, più luminosa della Luce irradiata dagli stessi Campioni del Sole. Baine si chiese se Anduin Wrynn avrebbe approvato che il suo dono venisse usato in quel modo. Le bestie caddero davanti alla mazza nanica una dopo l'altra finché, in massa, i Verrospino si ritirarono nelle profondità delle loro tane e nella sicurezza del buio.

Baine corse al fianco del Capoguerra. "Garrosh, recupera la tua arma e andiamocene. Dobbiamo uscire di qui, prima che ci circondino!". Aiutò Garrosh a rialzarsi e a estrarre l'arma dalla parete in cui si era incastrata. "Presto!" .

Tornarono velocemente in superficie. A parte i cadaveri disseminati a terra, il percorso era sgombro da ostacoli. Mentre attraversava una caverna molto ampia, Baine contava sulla sua fortuna, sperando di aver sbaragliato ogni Verrospino. Una volta dall'altro lato, Hamuul fece cenno di fermarsi. Si inginocchiò e iniziò a mormorare, cercando una guida che gli mostrasse la via giusta per uscire. Si alzò e, non appena fece un passo verso il percorso scelto, le pareti della caverna esplosero. Il gruppo si voltò per affrontare il nuovo massacro, ma rimase immobile alla vista degli assalitori.

Garrosh gridò al di sopra del frastuono: "E quelli cosa sono?".

Baine fece un cauto passo indietro. "Vorrei tanto saperlo, Capoguerra..."

Verrospino molto più grandi del normale, e incredibilmente pallidi, iniziarono a circondare i guerrieri. Mentre si muovevano, dalle loro bocche fuoriuscivano suoni stridenti, innaturali e assordanti. I loro corpi cinerei erano ricoperti da penne spinose color verde scuro e sulle teste avevano grandi occhi gonfi e protuberanti. Erano alti una spanna in più degli altri Verrospino. Dall'astuta cattiveria che si intravedeva nei loro sguardi, era chiaro che erano molto più agguerriti dei loro fratelli, che recentemente erano stati massacrati da Baine, Hamuul e dai Campioni del Sole.

Baine fece fermare i suoi Campioni del Sole mentre i due gruppi si fronteggiavano. Non si poteva far altro che camminare a ritroso. L'aria si fece pesante e un nauseante odore di terra diveniva più intenso man mano che altre bestie cineree riempivano ogni spazio della caverna. Eppure non attaccarono. Sembrava stessero studiando gli invasori, come se cercassero di capire la mossa successiva da compiere.

Garrosh sollevò l'ascia e gridò: "Bestie spettrali! Facciamola finita, qui e ora!".

Baine coprì l'urlo di Garrosh: "Capoguerra, dobbiamo uscire! Se rimaniamo quaggiù, siamo morti!". Hamuul fece un gesto e piccoli viticci apparvero dal terreno, creando un sentiero che attraversava il labirinto di gallerie fino all'uscita. "Presto, seguiamoli!", ordinò Baine.

Trascinando un Garrosh ruggente, Baine, Hamuul e i Campioni del Sole corsero in superficie, raggiungendo la cima nel momento esatto in cui terminava l'effetto dell'incantesimo di Hamuul. Finalmente avevano dello spazio di manovra. Mentre Garrosh si concentrava sull'uscita della galleria, Baine afferrò la Spararazzi goblin dalla cintura dell'Orco e sparò in aria. Gli Zeppelin iniziarono la manovra d'evacuazione, ma non furono abbastanza rapidi. Le bestie sovrannaturali arrivarono in superficie, con gli occhi socchiusi per via delle prime luci del mattino.

Baine si piazzò davanti a loro. Consapevoli di non essere più nel loro elemento, le bestie si fermarono. Baine si voltò verso Hamuul. L'Arcidruido fece un gesto e urlò alla folla radunata davanti a lui: "C'era una soluzione migliore, ma l'avete ignorata. Ammirate le benedizioni della Madre Terra!". Detto questo, fece un passo avanti e piantò con un grido il suo bastone nella terra.

Davanti a lui, l'acqua iniziò a sgorgare da un'immensa fonte, investendo la maggior parte dei Verrospino albini. Con un rombo di tuono, li spazzò dentro alla galleria. Quelli rimasti furono scagliati al suolo dall'esplosione, insieme a un umiliato Garrosh. I Tauren rimasero ben piantati in piedi, immobili, ancorati alla terra che tanto veneravano.

Un nuovo fiume ebbe origine nel punto in cui Hamuul aveva piantato il bastone, oltrepassando le rocce per fluire nella galleria, fino alle profondità della terra. Quando i Verrospino riemersero, Baine fece un altro passo nella loro direzione. "La terra è generosa con coloro che la rispettano. C'è acqua a sufficienza per tutti. Questo fiume ha tracciato il suo percorso, attraversando le gallerie fino a un lago sotterraneo. Accettate il nostro dono e non createci più problemi".

Lentamente, i Verrospino tornarono nella galleria, mentre la luce ammantava le colline intorno a Mulgore. L'alba era un momento speciale per i Tauren, in quanto simboleggiava la rinascita, ma quel giorno portava con sé anche un nuovo rispetto per la Madre Terra e i suoi molti doni. Si fecero strada superando i cadaveri dell'attacco iniziale e si diressero verso Campo Narache. Garrosh camminava in silenzio, troppo infuriato per parlare. Osservando i suoi movimenti rigidi, Baine non rimase per nulla sorpreso dalla sua reazione.

Finalmente, il primo Zeppelin arrivò sul posto e si fermò per far scendere la scala di corda fino a terra. Baine guardò l'aeronave, poi i suoi Campioni del Sole raccolti in circolo. Per alcuni instanti, il suo sguardo si fissò su Garrosh. Poi indicò l'aeronave e disse: "Va' a guidare l'Orda. Se avremo nuovamente bisogno del tuo aiuto a Mulgore, te lo faremo sapere!". Detto questo, voltò le spalle al silenzioso Capoguerra e intraprese il cammino verso Picco del Tuono, seguito da vicino dai Campioni del Sole.

* * *

La notte iniziava a scendere su Mulgore, proiettando lunghe ombre sulla regione. I falò punteggiavano le colline, mentre tutti i Tauren si preparavano per la sera. Quella notte avrebbero dormito tranquilli, sapendo che la loro terra era nuovamente al sicuro. Kor Passo Vagante, insieme a qualche altro esponente della sua tribù, esitava fuori dalla capanna di Baine. Alla fine disse: "Coraggio, dobbiamo farlo!".

Seguito da vicino dai suoi compagni, entrò nella stanza principale, in cui Baine tentava di riposare, e chiese a bassa voce: "Gran Capo Tribù, puoi dedicarci un momento?".

Baine si sollevò con un sorriso stanco. "Certamente. Cosa posso fare per voi?"

L'anziano Tauren chinò la testa e disse: "Nonostante il tuo incoraggiamento, i nostri cuori erano ancora turbati. Ci siamo preparati per partire e, alle prime luci dell'alba, ci siamo messi in cammino. Abbiamo assistito al tuo trionfo sui Verrospino e ci ha ispirati. Hai la forza del capo e possiedi una saggezza che eravamo troppo ciechi per vedere. Con immensa vergogna, confessiamo di aver sentito il bisogno di lasciare questa terra. Gran Capo Tribù, ti chiediamo umilmente perdono!".

Baine fece un cenno con la mano. "Viviamo in tempi incerti e tumultuosi. Non è difficile perdonare i vostri cuori turbati. I Verrospino non ci daranno più alcun fastidio a Mulgore, ma ciò non significa che i nostri guai siano finiti. Dobbiamo costantemente affrontare problemi provenienti dall'esterno, ma anche dall'interno. Solo restando uniti riusciremo a superarli."

Baine raggiunse l'ingresso della capanna e guardò fuori a lungo. Osservava Picco del Tuono prepararsi per la notte e i fuochi disseminati in lontananza. Riusciva a intravedere il profilo di Campo Narache, dove giovani Tauren coraggiosi avevano ripreso l'addestramento. Sarebbero stati necessari nelle sfide imminenti, che avrebbero messo alla prova la fiducia e la imperturbabilità del suo popolo.

Baine annuì e ritornò a guardare il piccolo gruppo davanti a sé. "Il nostro popolo ha percorso questa terra per moltissimi anni. In tutto questo tempo, abbiamo imparato molto sul pianeta. I nostri alleati dovranno considerarci una guida e una fonte di conoscenza. Mio padre fece una promessa all'Orda, per ripagare il debito che avevamo nei suoi confronti dopo che ci aveva aiutati. Intendo mantenere la sua parola."